Chi ben comincia è a metà
dell'opera si dice. Fatto sta che per cominciare bene la sinistra
italiana si è trovata più e più volte a mancare completamente gli
appuntamenti con la storia. Siamo cresciuti nel ventennio
Berlusconiano definito prima a destra e poi in maniera subalterna
anche dalla sinistra post ideologico. Questi vent'anni, i vent'anni
in cui da bambini siamo diventati donne e uomini, sono stato tutto
men che post ideologici. E noi crescendo non abbiamo accettato
passivamente questa ideologia ma l'abbiamo combattuta anche quando
era forte, quando eravamo soli, quando non ci conoscevamo, quando le
generazioni prima della nostra ci dicevano "armiamoci e
partite". Noi siamo partiti e nel nostro cammino abbiamo trovato
quelle che un tempo si sarebbero chiamate le menti migliori della
nostra generazione. Alcune menti migliori della nostra generazione si
sono perse negli anni del Berlusconismo, sono emigrate oppure
semplicemente si sono fatte sopraffare dal cinismo e dal disgusto per
un paese che sembra non volere i suoi figli.
Noi abbiamo deciso di
restare. E restare per noi è sinonimo di resistere. Dove resistere
non vuol dire difendere l'esistente ma attaccare e aggredire il
nostro futuro; quello stesso futuro che non ci vogliono dare ma che
nonostante tutto ci stiamo costruendo. Così all'interno della strada
che assieme stiamo percorrendo nasce questo blog, come tanti altri
sono nati e nasceranno, per essere uno spazio di discussione aperta,
orizzontale e libera. Un piccolo spazio di libertà a sinistra per
fare quello che le nostre classi dirigenti hanno smesso di fare da
anni: analizzare il presente, immaginare il futuro. Ci mettiamo nel
posto scomodo in cui nessuno vuole più sedersi: quello di
un'avanguardia politica. Non l'unica, certamente non la più avanzata
o dotta, ma comunque un'avanguardia conscia del ruolo che
storicamente deve avere un'avanguardia politica: analizzare il
presente e immaginare il futuro appunto.
Noi da oggi iniziamo e siamo
pronti nelle prossime settimane, mesi ed anni ad accogliere quanti
vorranno percorrere questa strada assieme a noi. Perché sappiamo che
il cambiamento non si attende, si fa.
Nicola Rampazzo – Ctrl Alt
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