Sarò
un po' fissato, ma credo che in questa tornata elettorale (come nelle
scorse d'altro canto) sia mancata la sinistra. La sconfitta è stata
chiara e netta. Sia la coalizione Italia bene comune che Rivoluzione
Civile hanno subito delle batoste e, anche se in termini e dimensioni
diverse, entrambe hanno fallito clamorosamente i propri obiettivi.
I
motivi sono ovviamente molteplici e non voglio stare qui ad
analizzarli dettagliatamente, preferirei piuttosto provare ad
immaginare un futuro che rimuginare sul passato. Di sicuro, però,
per ripartire nel modo giusto alcuni rilievi credo sia doveroso farli
per poter poi dare basi solide ad un progetto che possa stare in
piedi.
Per
Ingroia e compagnia credo che abbia inciso negativamente il bagaglio
delle esperienze messe dentro quel contenitore. Contenitore
assolutamente inadeguato, costruito male e in poco tempo, ma quello
che deve essere necessario per la nuova sinistra è il superamento di
un conservatorismo sterile e folkloristico. Certi nomi, certe facce e
certi cliché si portano dietro il peggio dell'esperienza della
sinistra italiana. Questo ci danneggia, pone ad un messaggio
importante come quello di sinistra delle barriere insormontabili.
Dall'altra
parte, invece, Bersani e truppa hanno commesso l'errore opposto.
Nella campagna elettorale dove abbiamo assistito alla competizione di
chi la sparava più grossa lui è stato zitto ed ha atteso. Se da un
lato è stata apprezzabile la volontà di non partecipare alla gara
di balle, dall'altro bisogna constatare una pressoché irrilevanza
del leader di centro-sinistra. Secondo il mio modesto parere non
avrebbe dovuto fare alcuna uscita in stile berlusconiano bensì,
ascoltando la famosa preghiera di Nanni Moretti, semplicemente dire
qualcosa di sinistra. Il "maanchismo", questa moderazione
spinta che ci si ostina a chiamare riformismo, il non voler essere
netti e chiari nell'affermare ciò che la nostra cultura politica ci
impone sono stati il peggior difetto del centro-sinistra negli ultimi
vent'anni; è stato il cancro che ci ha portato ad essere come gli
altri, a non apparire alternativi.
Io
sono convinto del fatto che noi a sinistra abbiamo una grandissima
fortuna, avere ideali forti e importanti: dovremmo semplicemente non
vergognarcene e rivendicarli.
Credo
che alla luce dei ripetuti fallimenti sia necessario mandare a casa
tutta questa classe dirigente che ci ha condannati a ripetute
sconfitte e che ha educato i suoi adepti a non fare di meglio. Parlo
di tutta la classe dirigente di quei partiti che fanno capo all'area
che va dal centro alla sinistra più spinta. Anche perché questa
stessa gente tiene prigioniere le nuove generazioni in scontri e
contrapposizioni che non ci appartengono in nessun modo e che non ci
permettono di intraprendere un cammino unitario che deve essere
possibile. Abbiamo perso il fulcro del fare la Politica: gli ideali.
Le alchimie di sigle e simboli di d'alemiana memoria ci stanno
distruggendo sotto il peso dell'irrilevanza politica. Ora la gente
non ci sta più, dobbiamo tornare a dire con fermezza cosa facciamo noi e non con chi ci alleeremo dopo il voto.
Io
credo che se fossimo stati noi stessi non avremmo dovuto permettere
ad un mafioso di occupare abusivamente la scena politica dal '94 ad
oggi; credo che se fossimo stati noi stessi non avremmo mai dato al
grillismo l'opportunità di nascere, perchè non possiamo accettare
che tra un semplice operaio ed un rappresentante nelle istituzioni
possa esserci tanta differenza, perchè Berlinguer parlò per primo di "questione morale" denunciando il male della partitocrazia;
credo anche che se fossimo stati noi stessi non ci saremmo fatti
scalzare da altre forze politiche nei luoghi di lavoro, in quei posti
dove ci sono gli ultimi, coloro che devono essere al centro del
dibattito politico di una sinistra che si rispetti.
Rompiamo
i ponti con tutto ciò che ci ha danneggiato in questi anni, col
conservatorismo fanatico e con il moderatismo spinto che quasi pare
farci vergognare delle nostre idee. Insomma, diamo uno schiaffo a
questa generazione che ha fallito e facciamo la sinistra vera. E che
si badi bene, non è la rottamazione di cui parla chi non è andato a
votare ai referendum del 2011: diventare sempre più uguali a chi
dovrebbe stare dall'altra parte può essere solo un male.
Abbiamo
l'oro nelle nostre idee e nella nostra cultura, dobbiamo fare in modo di metterlo a disposizione di tutti per il bene comune.
P.S. Tanto per capire ciò che non dobbiamo essere consiglio la visione di questo breve contributo video.
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