venerdì 14 dicembre 2012

Voglio Restare sbarca a Padova


Mercoledì molti di noi hanno deciso di aderire al flashmob organizzato a Padova dal primo nucleo di firmatari dell'appello “voglio restare” davanti alla statua di Giuseppe Garibaldi: ci siamo ritrovati portando valigie, trolley, zaini e anche 2 fagotti, che stavano a simboleggiare il fatto che noi non siamo intenzionati a preparare i bagagli e andarcene, nonostante le difficoltà che tutti i giorni ci troviamo ad affrontare.
Questa iniziativa puramente simbolica è stata messa in atto per indicare non solo che non vogliamo essere obbligati a partire, ma anche che per restare è necessario che l'Italia inverta buona parte delle politiche che ha messo in campo fino a oggi.

Per restare tutte e tutti accomunati dalla convinzione che questo Paese non voglia i propri figli, che li costringa a scegliere tra restare nell’assoluta instabilità e andarsene per poter avere un lavoro che riconosca un salario decente, dei diritti, e la loro volontà di innovare nel proprio campo. Noi vogliamo poter scegliere diversamente: vogliamo sì avere la possibilità di andare all’estero per migliorare la nostra formazione, per costruirci una visione più completa e consapevole, ma per poi tornare a spendere qui quanto appreso, oppure vogliamo poter stare qui in Italia per spendere qui le nostre competenze, le nostre energie, e la nostra voglia di migliorare il Paese.

Migliorare il Paese senza accettare la contrapposizione che vogliono far passare tra noi e la generazione che ci ha preceduto, perché non vogliamo vedere togliere i diritti ai nostri genitori perché questi vengano dati a noi; perché non crediamo che l'uscita dalla grave crisi in cui siamo piombati possa essere raggiunta tagliando i salari invece che innovando i prodotti, cancellando il diritto allo studio invece che incentivandolo, togliendo quel poco di welfare che c'era in questo paese, puntando tutto sugli aiuti dei genitori ai figli.

Dopo aver assistito alla campagna elettorale dei candidati alle primarie del centrosinistra, in cui di fatto più che su dei programmi si è votato sulla simpatia o l'antipatia verso delle persone, ci accingiamo a una campagna elettorale per le elezioni che si preannuncia completamente svuotate dalle tematiche che interessano a noi; ci pare già di assistere agli slogan che saranno portati avanti: basta Berlusconi e Grillo e un populista; di là sono comunisti; tutti loro sono la casta e sono morti. Noi vorremmo sentir parlare di programmi industriali per rilanciare l'economia dell'Italia all'interno della cornice europea e mondiale, vorremmo sentir parlare di nuovi diritti e nuove tutele per le donne e per gli uomini, per le lavoratrici e per i lavoratori, vorremmo sentire programmi centrati sull'innalzamento del finanziamento del diritto allo studio, senza ricorrere a trucchetti squallidi come i prestiti d'onore, che altro non sono che debiti per gli studenti. Vorremmo sentir parlare della possibilità di far compenetrare tra loro i temi di lavoro e ambiente, uscendo dalla contrapposizione ricattatoria imposta all'ILVA di Taranto e in tanti altri stabilimenti in Italia; vorremmo sentir parlare di finanziamenti dedicati ai giovani per iniziare nuove attività, che possano portare innovazione, vorremmo sentir dire che una persona omosessuale ha gli stessi diritti di una persona eterosessuale, vorremmo sentirci dire che la pratica delle dimissioni in bianco verrà reputata un crimine.
Tutti questi temi resteranno fuori dal dibattito, perché “Berlusconi”, perchè “i comunisti”, perchè “siete casta”. Noi non ci stiamo più.

Per modificare il Paese la nostra generazione non può più affidarsi alle deleghe, credere a quello che ci viene raccontato e che poi non viene mantenuto. Crediamo che sia giunto il tempo di iniziare a essere realmente fautori del nostro destino, partendo da Padova e da tutti gli altri territori. tutte e tutti con un unico obiettivo chiaro: cambiare il Paese per non essere costretti a cambiare Paese.

Martedì 18 dicembre alle 20.30 presso la sala "ai caduti di Nassiriya" ci sarà l'assemblea pubblica per iniziare un percorso tutti insieme, vi aspettiamo.

Maurizio Marinaro

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