C'è una sinistra piccola piccola che
si affaccia a queste elezioni balbettando frasi indecisa senza avere
un orizzonte politico. Senza avere la convinzione di quello che dice
e delle ricette che propone.
C'è una sinistra piccola piccola che
non sa più cosa sia la parola unità. Che si fa i dispetti, si
attacca e guarda alla pagliuzza del vicino di scranno senza pensare
alle travi che imperversano sulle teste di quella che dovrebbe essere
la sua gente. Che gode se perdono gli altri perché tanto lei non
vince più.
C'è una sinistra piccola piccola che
fa sempre la voce grossa quando non serve. Che deve ricordare
continuamente che non parla con i centristi perché se no quella
sinistra piccola piccola potrebbe non sentirsi più sinistra. Perché
a volte sinistra sembra solo un'area del parlamento da riempire. Poi
magari quella sinistra piccola piccola a livello locale accetta tutti
i peggio compromessi e nemmeno nei paesi e nelle città sa essere
motore di un'alternativa.
C'è una sinistra piccola piccola che
se gli togli gli operai muore. Che non riesce a guardare al mondo del
lavoro in maniera laica, riflettendo sui cambiamenti e facendo delle
proposte innovative. Che non vuol dire diventare liberisti da un
giorno all'altro ma neanche pensare che l'unico lavoro da
rappresentare sia quello che (già) rappresenta la Cgil. Che non ha
capito che politica e sindacalismo sono due cose diverse e che il
secondo senza la prima è molto molto più debole.
C'è una sinistra piccola piccola che
si riempie la bocca con tante belle parole: giovani, precari,
lavoratori, migranti, ecc. Ma quando questi giovani, precari,
lavoratori, migranti, ecc vogliono dire la loro in quella sinistra
piccola piccola devono mettersi in coda dietro gli apparati di quella
sinistra piccola piccola. A questa sinistra piccola piccola interessa
solo la testimonianza della loro sfiga. Poi magari se stai zitto e
non rompi le palle ti portiamo in parlamento o in consiglio regionale
o in consiglio comunale basta che voti quello che vogliamo noi e non
fai rumore.
C'è una sinistra piccola piccola che
pensa che gli italiani sono stupidi perché non la votano, così gli
italiani non la votano (perché votare chi ritiene che sei uno
stupido?) e lei pensa che sono stupidi perché non la votano. Così
tutti sono contenti e si lamentano e non cambia niente. Però la
sinistra piccola piccola può continuare a fare la sinistra piccola
piccola.
C'è una sinistra piccola piccola con
le bandierine sfondo rosso (o arancione), le manifestazioni, le sedi
di partito, le assemblee in cui non si decide niente, il crollo del
sistema capitalista, la rivoluzione, le feste di partito e le
analisi in ritardo di vent'anni. Una sinistra piccola piccola che fa
la sinistra ma che non lo è più da tanto tempo.
Ecco. Mi auguro che questa sinistra
piccola piccola si spenga nell'angolino in cui si è messa senza
tediarci più ulteriormente. Perché o sopravvive lei o sopravviviamo
noi.
Hasta la Victoria!
(che tanto poi perdiamo) Siempre!
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