giovedì 28 marzo 2013

Che ne sarà di noi?


Un presupposto: i film di Muccino mi hanno sempre fatto cagare, a me piacciono i film d'azione in cui ci si spara e possibilmente ci si tirano le bombe, però un titolo più azzeccato a questa situazione non mi è venuto in mente; Terminator ci stava male.

Per la prima volta nella mia vita scrivo qualcosa di più lungo di un tweet o di uno stato facebook sul movimento 5 stelle, che volenti o nolenti sta tenendo in scacco la politica italiana. Prima una precisazione: quando Grillo dice che il parlamento può varare le leggi senza che ci sia un governo dice la verità, ben diversa è la questione sul “si può fare!” che oggi rimbalza anche su twitter. Non si può fare,e qui è spiegato benissimo il perché.
Da dove nasca il fenomeno Grillo è presto detto, e non è certo nella famigerata rete. Grillo nasce nei suoi spettacoli, dove mette insieme un mix di battute in cui sostiene l'impresentabilità di alcuni politici italiani a proposte più o meno reali su cambiamenti degli stili di vita che grandi scienziati avrebbero scoperto, ma che alla maggioranza delle persone vengono tenuti nascosti. A questo ha unito con grande intelligenza la teoria del noi contro tutti, che è alla base per la creazione di una forte identità che permetta di vedere in un'unica persona la guida, una sorta di salvatore; per fare un parallelo calcistico Grillo in questo ha lo stesso atteggiamento di Mourinho: il rumore degli avversari, tutti ce l'hanno con noi perché noi siamo gli unici puri.

Nel programma del movimento 5 stelle ci sono molti punti che sono fortemente condivisibili da una sinistra ambientalista: il no fermo alle grande opere come il TAV o il MUOS, l'approvazione di una legge per incentivare maggiormente i cittadini a installare pannelli fotovoltaici sui tetti delle loro case, la copertura maggiore di internet, lo sviluppo di forme diverse di mobilità che favoriscano biciclette e mezzi pubblici, il rispetto della volontà dei cittadini espressa con il referendum del 12-13 giugno 2011 per l'eliminazione dei profitti realizzati sull'acqua. Tutte queste tematiche non solo non sono originali, ma sono anche le tematiche di moltissimi comitati in giro per l'Italia, comitati che solitamente fanno dell'assemblearismo la loro forma d'essere, non eleggendo un rappresentante ma partecipando a riunioni da cui emerge infine una posizione.  

La più grande capacità di Grillo è stata quella di fare di tutto per sembrare il “primus inter pares” di romana memoria, ossia di non presentarsi agli occhi dei suoi come il padre padrone ma come il megafono delle loro istanze, come l'uomo con i mezzi per poter trasmettere a tutti la verità.

Il tema della verità è quello che più mi spaventa del movimento 5 stelle, loro non sono solo convinti di avere ragione (anche io, da buon musso, sono spesso convinto di avere ragione) loro sono sicuri di essere gli unici depositari della verità, verità che è assoluta, non è di destra e non è di sinistra, è verità. Sono talmente sicuri di ciò da non necessitare più del confronto con ciò che li circonda, perché non ci può essere qualcosa di più reale della loro percezione; in questo senso è secondo me da intendere l'uscita di Roberta Lombardi sulla non necessità di incontrare le parti sociali; loro sono realmente convinti di rappresentare la totalità della società italiana, e quindi di non necessitare confronti con chicchessia. Questa idea totalizzante , noi siamo i precari, noi siamo i metalmeccanici, noi siamo le casalinghe, noi siamo i medici, noi siamo i disoccupati, noi siamo le partite IVA ecc, non è nuova: vi ricordate della camera dei fasci e delle corporazioni? L'avete sentita nominare in quinta superiore, andate a rivedere un secondo cos'è.

A vederla così la situazione è davvero tetra, parlo per noi che ci riconosciamo di sinistra, e se stai leggendo un articolo in un blog che si chiama ctrl alt left probabilmente ti riconoscerai nell'etichetta “sinistra”. Io però una speranzuola ce la vedo: questo perché penso che azzerando una classe dirigenza di un'incompetenza rara nella storia, sia necessario per noi ripartire dai temi di una sinistra ecologista; consci che per uscire da questa crisi sia necessario uscire da questo sistema di sviluppo, consci di essere noi i primi a doverci mettere in gioco, rifiutando per davvero la delega alla rappresentanza, ma non per rinchiuderci in noi stessi, continuando a ripetere stancamente rituali come manifestazioni più o meno radicali, ma buttandoci nella mischia per essere noi a rappresentare la nostra generazione e a prendere le decisioni. Questa è l'unica politica che ci serve.

O così o speriamo nella macchine ribelli e che Terminator ponga una fine a tutto ciò.



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