martedì 9 aprile 2013

MAGGIE IN THE SKY WITH DIAMONDS (LATO A)


È morta Margaret Thatcher. Ma questo ormai lo sanno tutti. In pochi, oggi forse solo io, sanno che è al secondo posto fra i ringraziamenti del mio papiro di laurea. Seconda solo a Sir Winston Leonard Churchill. Personaggio importante quello. Non Winston, Maggie. Chissenefrega di Winston quando hai Maggie. Winston sembra il nome di un negro in un telefilm di negri degli anni ’70. Sì, negri. Lei li avrebbe chiamati così, ne sono sicuro. Va bene, non ce l’aveva su con i negri perché lei in realtà non era razzista. Odiava solo i poveri. Potevano essere di qualsiasi colore: lei era giusta, li odiava tutti.
“The society does not exist”. Dopo innumerevoli tentativi di spiegare cosa sia la società, come sia nata e sviluppata nel tempo, perché l’abbia fatto, se possa esisterne una giusta etc…arriva Maggie e ti dice che la società non esiste. E Sant’Agostino, e Calvino, e Lutero, e Tommaso Moro (che era inglese), e Pufendorf, e Hobbes (anche lui era inglese), e Rousseau, e Locke (inglese pure lui), e Kant, e Marx, e Bakunin? Hitler! Basta, non me ne ricordo altri, ma non è colpa mia. E neanche dei miei insegnanti. È colpa di quel tipo di personaggi: erano tutti degli stronzi. Soprattutto Hitler e Calvino. Tutti però credevano che le società esistessero. Alcune erano belle, altre erano brutte, altre ancora facevano proprio schifo, ma l’idea in sé non faceva ribrezzo a nessuno. L’esistenza della società era sotto gli occhi di tutti. Certo, in molti non volevano tra i piedi gli ebrei, ma questo, almeno qui, è un dettaglio.
Alla fine arriva Maggie e BAM! ci siete tu, al massimo la tua famiglia (quella è importante, si sa), e poi tutti gli altri. E giustamente ti chiedi: ce l’hanno con me? Macché. Anche gli altri sono da soli! Tutti contro tutti. Un po’ di contrattualismo l’hai letto anche tu, Maggie? Confessa!
Tra l’altro questo "tutti contro tutti" ha un nome: si chiama neoliberismo, perché "stato di natura" ormai faceva schifo.
Una volta ho visto in TV "Turisti per caso". Quello con Susy Blady e Patrizio Roversi. Quello dove sostanzialmente si facevano un sacco di mega-viaggi a scrocco. E quella volta lì i nostri sono andati in Qatar. Non sono sicuro che fosse il Qatar, è passato un pezzo da quando ho visto quella puntata. Comunque la zona era quella e, ovviamente, hanno trovato un italiano. Era ingegnere, lavorava lì da un po' e guadagnava bene, per sua stessa ammissione. Bisogna concedergli il fatto che aveva studiato, quindi era giusto così (almeno lui…).
C’è una cosa di quel tizio che non riesco a dimenticare: la sua idea di come debba essere una società. Lì in Qatar, diceva, le cose vanno avanti che è una bellezza. Ognuno ha il suo posto. C’è chi lavora come un somaro e chi guarda chi lavora come un somaro. Poi quelli che guardano chi lavora come un somaro si godono tutte le ricchezze prodotte, guarda a volte il caso, proprio da chi lavora come un somaro. Non è meraviglioso? Esiste qualcosa che sia più in equilibrio? Lui almeno la pensava così.
D’altra parte il Qatar è un Paese ricco e florido. La sua economia è una bomba. Come fai a dire a quell'ingegnere che ha torto? Forse spiegandogli che in un sistema del genere c’è gente che non se la passa troppo bene. E magari anche dicendogli che tutti hanno diritto ad avere garanzie economiche e sociali (sociali? Oh my goodness!). E che a creare questa benedetta ricchezza concorrono soprattutto la salute e la felicità delle persone, tutte le persone? D’accordo, l’ultima è troppo.
Siccome sono convinto che la pensasse così perché non ci arrivava, la spieghiamo con un indovinello. Ci sono due tizi: uno ha due uova e l’altro non ha un bel niente. Mediamente, quante uova hanno a testa? Sì, così la capisce anche quello in Qatar. È ingegnere, saprà contare fino a due! Per inciso: il quesito funziona anche con le galline.
Grazie a “Turisti per caso” ho quindi scoperto che persino in Qatar c’è la società, oltre che un italiano idiota. In effetti, ovunque esiste una società (spero non un italiano idiota) perché essa non è altro che un qualsiasi insieme organizzato di individui. Prima di scriverlo ho controllato che fosse vero, giuro.
Sperando che la mia fonte non abbia torto, possiamo dire che: o Maggie era anarcoide, o era una bugiarda. Siccome non sembra plausibile una sua passione per Proudhon, diremo che era una bugiarda.
Può darsi però che darle della mendace sia troppo anche per lei. Maggie, poveraccia, la verità l’ha detta: “the society does not exist”. Solo che non l’ha detta tutta. Ha giusto dimenticato di ricordare che la storia vale solo per i deboli. L’idea è poi quella, vecchia e poco fantasiosa, che spiega come sia giusto che pochi abbiano molto (possibilmente tutto) e molti abbiano poco (possibilmente niente).
In tutta onestà la faccenda è quasi noiosa. Quasi.


Luca Venturato

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