martedì 19 marzo 2013

Perché non siano gli anni in cui perdemmo la democrazia

Ma come? Se fino a ieri eravamo in campagna elettorale e da poco abbiamo votato per eleggere il nuovo Parlamento? E invece, mentre i cittadini sono da anni distratti da tutto e di più, con grave colpa dei media sempre più armi di distrazione di massa, in Italia sono passati tutta una serie di trattati imposti dalla non-democrazia europea che limitano in maniera sempre più pesante la nostra sovranità senza prevedere adeguati sistemi di controllo da parte dei cittadini dell'Unione Europea.
L'Italia non è più libera di spendere i nostri soldi secondo le nostre indicazioni espresse attraverso il voto, dovrà infatti spenderli secondo le imposizioni dei tecnocrati europei e in caso di inosservanza la Commissione Europea (nominata e non eletta) potrà bocciare il nostro bilancio.
L'Italia non può più battere moneta (e indebitarsi) e di conseguenza gli unici modi che ha per fare cassa sono TASSE, TAGLI, e RIDUZIONE DELLA SPESA.
L'Italia ha approvato un accordo che prevede la creazione dell'Eurogendfor, una polizia europea che gradualmente andrà sostituendo tutte le forze alternative alla Polizia di Stato, e che in collaborazione con essa sarà schierata in tutti i teatri di conflitto sociale interni all'Unione. Inoltre gli agenti non rispondono dei danni provocati nell'esercizio delle loro funzioni e non perseguono gli interessi del popolo in quanto autonomi da ogni potere politico democraticamente eletto.
Come potete leggere in questa breve sintesi, che andrebbe completata con l'elenco di tutte le politiche d'austerità imposte in ciascuno dei Paesi in crisi dell'Unione, qui sta tutta la ragione del fallimento della Sinistra in Italia e del successo di un movimento trasversale e populistico come il Movimento 5 Stelle, che però punta il dito contro gli sprechi e l'inadeguatezza della politica senza capire che ormai la politica italiana ha una rilevanza sempre più marginale (come ha detto il Presidente della BCE, Mario Draghi: "Il pilota automatico è ormai inserito").
Quindi che fare?
In primo luogo diffondere la consapevolezza.
In secondo luogo creare una forza politica democratica (una testa un voto), popolare, antiliberista, per un nuovo modello di sviluppo, che rinunci a retoriche e simboli del secolo passato, rinnovata nelle persone, e che prima di affrontare tutti gli altri temi affronti la crisi della democrazia che sta colpendo l'Europa e/o nella direzione di una riconquista della nostra sovranità e/o nel potenziamento degli organismi democratici dell'Unione.
Basta subire, iniziamo a REAGIRE! Prendiamo in mano il nostro destino prima che ci tolgano tutto!

Pietro Galiazzo



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