mercoledì 24 aprile 2013

Per la liberazione della sinistra e per non morire democristiani

Ho atteso di sbollire un po' la rabbia per la serie indecente di avvenimenti ma poi ho realizzato che è cosa impossibile visto che ogni giorno questa classe dirigente riesce a scendere più in basso, allora tanto vale non indugiare oltre e provare a mettere giù un discorso sensato. E siccome anche i simboli sono importanti non è un caso che provi a farlo oggi, 25 aprile, per simboleggiare l'auspicio di liberarci da equivoci e ipocrisie.In questi giorni ho meditato su tutto, avrei potuto scrivere libri. Avrei voluto parlare del fatto che dopo vent'anni ci troviamo ancora Berlusconi fresco come un fiore; che per colpa di una disastrosa politica le tutele sociali e dei lavoratori sono tornate quelle degli anni '70; mi sarebbe piaciuto soffermarmi sulla totale assenza di una visione del mondo alternativa di una certa parte della sinistra. Ma più che parlare dei mali passati credo sia giunta l'ora di guardare al futuro per costruire una nuova dimensione politica. Fino ad ora si è accettato il guazzabuglio del centro-sinistra perché era celato da un falso, ma a quanto pare efficace, antiberlusconismo. Con il governo Monti una certa parte della dirigenza Pd uscì chiaramente allo scoperto, ma evidentemente non fu abbastanza per la propria base. Oggi, con il governo Letta però, questo dato di fatto è diventato inequivocabile. Questa gente oltre a non essere di centro-sinistra (non ho voluto esagerare togliendo il centro) non è nemmeno antiberlusconiana e, non a caso, ci va al governo insieme. La notizia onestamente mi rallegra: mettere nero su bianco ciò che personalmente ritenevo già chiaro potrà solamente convincere chi, invece, continuava a non vedere l'evidenza. Si sblocca cosi una grande possibilità, questo è il momento in cui possiamo chiedere all'elettorato di abbandonare una classe dirigente indegna. Tutto il discorso, quindi, è per arrivare ad una soluzione semplice: ci sono svariate forze di centro-sinistra fatte ancora di tanta bravissima gente. Mandiamo a quel paese la parte marcia e mettiamoci insieme. Se i Civati, i Barca o le Puppato mandano a quel paese i vari Letta, Franceschini e Bindy per avviare con tanta altra gente di buona volontà di altre realtà politiche un percorso nuovo gli elettori capiranno e forse molti ritroveranno il motivo per sostenere una nuova e vera sinistra per il paese. L'importante è essere chiari, perchè il male assoluto dell'ultimo ventennio è stato il voler assomigliare troppo a chi stava dall'altra parte della barricata, il nascondere una certa identità, l'accettare ogni tipo di sfregio all'essere di sinistra. Conveniamo tutti che non vogliamo avere nulla a che fare con certi poteri forti che stanno distruggendo il paese? Che i requisiti di selezione della classe dirigente non siano l'appartenenza alla Trilaterale, al Bilderberg o all'Aspen? Che bisogna tornare a difendere le tutele sociali dei più deboli? Che bisogna tornare a stare con i lavoratori abbandonati e anzi vessati dalle forze "riformiste" che si sono adoperate (vedi cancellazione dell'art.18) per spazzare via anni di lotte per l'acquisizione di alcuni diritti fondamentali? Che vogliamo rilanciare i temi dell'ambientalismo (e non pontificare inceneritori, nucleare e acqua privata come chi, inizialmente, si oppose all'unica cosa di sinistra che si ricordi: i 4 referendum)? Che gli inciuci porcata non si fanno mai e poi mai? E allora torniamo a sognare e ad avere il coraggio si osare. Perché questi sono elementi basilari che ci permettono di capire da che parte stiamo in modo inequivocabile, che permettono a noi e agli elettori di identificarci all'interno di uno stesso progetto. Se siamo pronti a superare troppi equivoci e a non accettare più certi compromessi al ribasso credo potranno esserci i presupposti per tracciare una linea netta con un passato disastroso e ricominciare, per la liberazione della sinistra ostaggio dei Letta di turno ...e per non morire democristiani. 

Leonardo Villani

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