Sto avendo forse un pò troppe cose da
dire in questi giorni, ma la colpa non è mia: predetevela con la
dirigenza del Partito Democratico e con una certa parte della
sinistra italiana che da vent'anni ha inanellato una cazzata dopo
l'altra.
Le vicende che stanno riguardando
l'elezione del Presidente della Repubblica sono sotto gli occhi di
tutti, quindi è inutile stare qui a ripercorrerle dal principio.
Ad un certo punto accade che, dopo aver
preso un cazzotto in faccia con Marini, Bersani decide di tirare
fuori il coniglio dal cilindro e all'assemblea dei suoi “grandi
elettori” nella rosa di nomi indegna che propone c'è anche quello
di Romano Prodi, colpo a sopresa che tutti invocavano e con il quale
far rientrare il gran casino realizzato precedentemente. Bene. Tutti
sono felici e contenti, c'è esaltazione generale e anche i renziani
per una volta sono d'accordo. Insomma, una grande figata. Ma chi è Romano Prodi?
Secondo me è uno dei più imbarazzanti
equivoci della storia della sinistra italiana. E siccome di equivoci
ne abbiamo avuti una marea essere uno dei più grandi vuol dire
averne tanto di talento!
Ministro dell'Industria nel '78 con
Andreotti è tra i pupilli di Beniamino Andreatta, lo stesso che
separò la Banca d'Italia dal Tesoro (facendo scoppiare il debito
pubblico) e che sosteneva che bisognava comprimere i salari. Nell'82
Spadolini lo nomina presidente dell'IRI in forti difficoltà
ecnomiche e da risanare. Dopo averlo praticamente demolito, svendendo
tutte le maggiori aziende italiane alle multinazionali straniere
trasferendo in questo modo anche lavoro e ricchezze, assumendo il
ruolo di uno dei maggiori artefici della de-industrializzazione
italiana nel '94 ritiene che il suo compito sia stato portato a
termine e rimette il proprio incarico per tuffarsi in politica. Si
inventa l'Ulivo e in poco tempo si ritrova leader della coalizione di
centro-sinistra anche se nessuno ha mai capito bene il perchè. Credo
sia stato per le mire di D'Alema che, consapevole di non poter mai
vincere delle elezioni, mandò avanti lui salvo poi farlo cadere ed
andare a fare il Presidente del Consiglio. Il Professore, però, ha
tutto il tempo di inventarsi l'IRAP (una imposta oscena) per portarci
nell'Euro con il quale, afferma, “guadagneremo un giorno in più lavorando un giorno in meno”. Sul lavorare di meno, vista la situazione della
disoccupazione in Italia, di sicuro c'ha preso ... sul guadagnare in
più forse ha toppato un pò. Sotto i governi Prodi è cominciato
anche il percorso di precarizzazione del mondo del lavoro.
Costretto ad andare a casa dai suoi amici
di coalizione, dopo qualche anno diventa presidente della commissione
europea, simbolo della storpiatura del sogno europeo e del tipo di
Europa che non ci piace. Terminato il suo mandato ritorna in Italia
per fare di nuovo il leader del centro-sinistra. Vince delle primarie
farsa e si accinge a tornare a fare il capo del governo. Le politiche
del 2006, però, come sempre accade deludono le aspettative del
centro-sinistra: le elezioni che si era sicuri di vincere a mani
basse consegnano una vittoria risicata ed una maggioranza al Senato
di soli 2 senatori (grazie al porcellum, perchè il csx prese meno
voti del cdx). La sua seconda esperienza di governo, quindi, finisce
anticipatamente come era facile prevedere.
Dicono di lui che sia stato l'unico a
battere Berlusconi. La notizia è ovviamente falsa: l'Ulivo vinse le
politiche del 1996 perchè Berlusconi e la Lega corsero separati
mentre in quelle del 2006 prese, come detto, meno voti del
centro-destra al Senato. Dicono anche che abbia governato bene, ma la
cosa è molto opinabile. Certamente il meno peggio, ma di sinistra
abbiamo visto molto poco tendente al niente; d'altronde con un
ministro dell'economia come Padoa-Schioppa di casa tra la BCE e il
FMI cosa ci si poteva aspettare?!
Io credo sia proprio lo stile Prodi ad
aver condannato al progressivo spegnimento la sinistra italiana,
distrutta dall'incapacità di tenersi stretti i propri ideali per
buttarsi nel solco politico di una tradizione che non ci appartiene
mascherando questa operazione con un presunto riformismo. Fino a
quando la soluzione sarà un grande equivoco continueremo a guardarci
bene dal rivendicare i nostri valori rinunciando al coraggio di fare il balzo in avanti di cui abbiamo bisogno.
Ps. Voglio togliermi un sassolino dalla
scarpa: vedo una corsa a giustificare la scelta di Prodi per il
Colle. La tesi ricorrente è che perlomeno lui non è il frutto
dell'inciucio con il Pdl, unica vera richiesta che i Giovani
Democratici con l'occupazione delle sedi di partito hanno fatto alle
proprie alte sfere. Da iscritto ad un partito che per anni da questa
gente è stato tacciato solo di antiberlusconismo sentirmi sostenere,
dire da chi si proponeva come di ampie vedute, una scelta solo in
funzione antiberlusconiana è una piccola soddisfazione. Mentre io,
con il sostegno alla candidatura di Rodotà, provo a lanciare una
proposta anche per la sinistra che deve essere voi vi limitate a fare
gli anti qualcosa. Evito i commenti.
Leonardo Villani

Nessun commento:
Posta un commento