venerdì 4 ottobre 2013

Il 12 ottobre a Roma la sinistra volta pagina

Superate le recenti fibrillazioni, legate come da vent'anni a questa parte ai problemi giudiziari di Silvio Berlusconi, attorno al governo Letta sembra essersi saldata una nuova maggioranza. Una maggioranza che ricalca i confini della Democrazia Cristiana (più un'appendice socialdemocratica del PD com'era quella socialista di Craxi) e che è riuscita, nonostante la mossa a sorpresa di Berlusconi di votare anch'egli la fiducia, a renderlo inoffensivo all'interno del suo stesso schieramento.
Il governo a questo punto non è più un governo di scopo ma è diventato un vero e proprio governo politico, probabilmente durerà fino alla fine della legislatura, e potrà essere un'opzione da riproporre in futuro essendosi ormai rotto per il PD il tabù di un'alleanza palese con il PDL e osservando quel che accade nel resto d'Europa dove i partiti socialdemocratici preferiscono l'alleanza con le destre nel solco delle politiche d'austerità piuttosto che con le sinistre per cambiare queste politiche e ridare dignità ai popoli mediterranei e all'Europa intera. Tutto ciò in totale spregio della volontà degli elettori e degli annunci fatti (e che verranno fatti) in campagna elettorale che lasciavano presagire alleanze e schieramenti del tutto diversi dall'attuale.
In Italia, però, manca clamorosamente una forza politica di massa che possa rappresentare l'alternativa a questo modello economico e sociale, sebbene in tutta Europa queste forze siano in continua avanzata man mano che si manifesta l'iniquità di questo sistema e la furia distruttrice delle politiche messe in atto dall'attuale classe dirigente socialdemocratica e popolare europea (non cito nemmeno liberali e verdi). Il Movimento 5 Stelle infatti è legato in maniera indissolubile al carisma del suo fondatore, Beppe Grillo, e per questo motivo rappresenta in partenza un progetto destinato a fallire; inoltre non sembra aver capito che non basta cambiare politici per avere un sistema migliore ma bisogna elaborare un progetto alternativo al capitalismo che agisce secondo la logica del massimo profitto e di conseguenza sfruttando senza limiti uomo e natura.
Proprio per questo motivo la manifestazione del 12 ottobre assume un valore fondamentale, da ultima chiamata. Il mondo della sinistra italiana non può commettere altri errori, non può pensare ancora che la soluzione arriverà da accordi dell'ultimo minuto tra pezzi di classe dirigente che durano il tempo di un'elezione. La spinta infatti dev'essere duplice: dal basso prima di tutto, per poi trovare un luogo di convergenza in alto che sia il più omogeneo, coerente, e stabile possibile. Ma soprattutto servirà per mettere al centro del dibattito politico i temi, quelli della Costituzione originale del '48, quelli che hanno distorto con la modifica dell'art. 81 che introduce l'obbligo di pareggio di bilancio impedendo così allo Stato di fare programmazione sociale, e quelli che hanno svuotato senza toccare direttamente la Costituzione attraverso leggi inique e antisociali come la modifica degli articoli 8 e 18 dello Statuto dei Lavoratori.
La nostra Costituzione è una Costituzione nata per essere programmatica, è una Costituzione all'avanguardia e che se rilanciata può fungere da traccia per il progresso dell'Italia e come esempio da seguire per il progetto di integrazione europea.
Nella fase successiva alla manifestazione io credo che sarà importante non disperdere l'impegno e darsi un orizzonte politico chiaro. Prima di tutto focalizzare chi sono gli avversari, e in questa categoria inserirei tutte quelle forze politiche che hanno aderito al processo costituente (stavolta in senso negativo) dell'austerità: Popolo della Libertà, Scelta Civica, Udc, Partito Democratico o che cercano alleanze con questi; e quelle forze politiche alternative per valori inconciliabili come Lega Nord e altre formazioni di destra. In secondo luogo osservare con attenzione ai movimenti di quelle forze politiche, associative, e sindacali che si riconoscono nel campo della Sinistra Europea (partitica e in senso lato) come Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani, Azione Civile, ALBA, la FIOM, i sindacati di base, le associazioni ambientaliste, i movimenti No TAV e No MUOS, e via dicendo.
Credo si possa e si debba considerare conclusa la stagione dei movimenti che nascono e durano una stagione, bisogna ripartire dai soggetti organizzati che a sinistra già ci sono.
Se dal basso, a partire dalle nostre città, inizieremo a produrre cambiamento e se dall'alto troveremo un soggetto politico credibile che possa rappresentarci tutti, allora per la sinistra italiana potrà cominciare la riscossa ma per farlo dovremo saper andare oltre a scetticismi ed egoismi della prima ora e metterci in gioco. Credo sia l'unica battaglia che vale la pena combattere avendo di fronte questa politica parlamentare da spettacolo di bassa tacca.


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